Great Resignation: la “follia” siciliana?

Great Resignation, ossia lo straordinario aumento di dimissioni volontarie da parte dei lavoratori statunitensi, che sembra si stia in parte registrando anche in Italia.

Di cosa si tratta?

Con la pandemia, moltissime persone hanno avuto un momento di riflessione che le ha spinte a uscire dalla retorica del “workism”, l’idea che per valorizzarsi sia necessario dedicare l’intera vita al lavoro.

Per questo motivo, hanno deciso di lasciare il proprio impiego per trovarne uno migliore: più appagante, meglio retribuito e con maggiore flessibilità.

Una decisione che nella nostra Isola, a causa dell’atavica mancanza di importanti opportunità lavorative, potrebbe apparire più una “follia”, un “suicidio”, se vogliamo.

Quanti concordano con questa prospettiva? Se si perché? Se no, perché?

I vostri commenti graditi al link http://www.artepsichesocieta.it/?p=1676&preview=true.

 

 

1 commento su “Great Resignation: la “follia” siciliana?

  1. Secondo me bisogna lasciare il lavoro solo quando si è sicuri di averne trovato un altro ben remunerato.
    Viceversa si entra in disperazione.

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